MEssina. Ponte stretto: per la Cgil come i croissant di Maria Antonietta.
Oceano, Cgil: Risorse insufficienti a realizzare l'opera ma bastevoli a fare strade, completare autostrade, realizzare i raddoppi ferroviari. (U.S.Cgil ME) 27 feb 09 "Tra incompiute, frane, strade e autostrade dissestate e le ferrovie che hanno detto basta agli investimenti nel mezzogiorno, il Ponte sullo Stretto di Berlusconi è come i croissant di Maria Antonietta agli affamati di Parigi". Così il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, commenta il via libera dato dal Cipe questa mattina al Progetto del Ponte.Come noto, quello sullo Stretto è un Ponte essenzialmente ferroviario e, proprio qualche giorno fa, FS ha annunciato che non intende più investire nel Mezzogiorno e che l'Alta velocità si fermerà a Napoli. Quindi il Ponte non servirà per andare o venire dalla penisola ma da Messina continueremo a non avere il raddoppio ferroviario per Catania o il completamento dell'autostrada, inaugurata ma mai finita, per Palermo, spiega Oceano. La Cgil di Messina evidenzia come le risorse che il Cipe ha destinato al Ponte, un miliardo e 200milioni, serviranno forse ad aprire i cantieri ma non a concludere i lavori stimati in oltre 6miliardi di euro, ma in compenso avrebbero potuto essere impiegati per realizzare in toto infrastrutture importanti come il raddoppio ferroviario Messina-Catania. Con i soldi individuati dal Cipe verranno aperti ma certo non portati a termine i cantieri. In compenso con quelle risorse si sarebbe potuto finanziare il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo di cui da anni esiste il progetto esecutivo ma che è rimasto fermo per assenza di risorse. Così, grazie a questa ossessione di Berlusconi per il Ponte, Messina ospiterà l'ennesima incompiuta mentre si continuerà a non avere treni, strade, autostrade e navi per i collegamenti.
Oceano sottolinea anche le inevitabili ripercussioni dell'avvio dei cantieri sulla città che soffrirà i pesantissimi disagi dei lavori e che, legata alle opere compensative, si vedrà preclusa qualunque opportunità di moderna, autonoma, originale idea di sviluppo. L'apertura dei cantieri aggraverà pesantemente la viabilità già inadeguata soprattutto nella zona nord, un sacrificio tra l'altro inutile perché non serve ai messinesi per spostarsi meglio. Inoltre si fermerà nuovamente l'elaborazione autonoma di interventi per la mobilità in attesa dei cambiamenti che il Ponte imporrà, secondo esigenze e bisogni che non saranno quelli dei messinesi ma che verranno valutati altrove, sostiene Oceano. Il segretario generale della Cgil di Messina rileva che alla città più del Ponte servirebbero gli svincoli di Giostra e Annunziata, la metropolitana del mare, la metroferrovia e quegli interventi di manutenzione del territorio e delle strade che evitino il ripetersi di casi come quello di Pezzolo, di Capo Alì o la completa sconnessione delle strade cittadine a causa delle piogge. Gli abitanti della zona nord hanno bisogno degli svincoli, quelli della zona sud degli interventi di messa in sicurezza della statale. Serve la metro ferrovia così come treni efficienti e la metropolitana del mare. Interventi utili ma non eccezionali, risposte normali ai bisogni normali di un territorio che non passeranno alla storia chi li realizzerà. Il Ponte al contrario non sarà utile ai messinesi né agli italiani che oggi soffrono la crisi e perdono il lavoro, ma farà molto parlare del presidente del Consiglio. Complessivamente - conclude Oceano - questa del Ponte è l'ennesima riprova di come la politica nazionale e purtroppo anche quella locale guardi ai propri interessi e poco, se non affatto, a quelli veri, concreti, quotidiani dei cittadini.

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