Siete sicuri di quel che mangiate?
Coldiretti si mobilita contro il falso made in Italy
Cosa finisce sulle nostre tavole? Beviamo veramente latte? Consumiamo formaggi e gelati prodotti con il latte? Condiamo i nostri cibi proprio con olio d’oliva? Un’azione di controllo condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza, dai Carabinieri dei NAS e dai servizi doganali della Polizia di Stato ha messo a nudo un traffico di mozzarelle tedesche dirette in Campania e di pomodori olandesi verso le cooperative di Trento e Verona; prosciutti provenienti dalla Repubblica Ceca diretti a Modena e formaggi tipo grana destinati a Reggio Emilia; pomodorini a grappolo in viaggio verso Cerignola e olive greche destinate ad Ascoli per essere vendute come olive all’ascolana; concentrato di succo di arancia trasportato a Messina e olio di palma indonesiano spacciato per olio di oliva. L’inganno è servito, stante che in Italia non è d’obbligo l’indicazione di provenienza per i seguenti cibi: pasta; carne di coniglio, di pecora, agnello, di maiale e salumi; frutta e verdura trasformata; derivati dal pomodoro diversi da passata; derivati dei cereali cioè pane e pasta. In questo elenco figurano anche il latte a lunga conservazione e i formaggi non dop, ma per questi ultimi alimenti qualcosa è destinato a cambiare. La scorsa settimana oltre centomila agricoltori della Coldiretti hanno presidiato i valichi di frontiera e i porti lungo tutta la penisola. Una massiccia mobilitazione che ha spinto il ministro delle Politiche Agricole e Alimentari, Luca Zaia, a presentare un decreto che introduce l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per latte a lunga conservazione e derivati e l’impiego di polveri di caseina e caseinati nella produzione di formaggi. “Il decreto- hanno commentato i dirigenti di Coldiretti- va nell’interesse degli imprenditori agricoli, della competitività del nostro Paese, ma soprattutto dei consumatori, stante che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta e la metà delle mozzarelle non a denominazione di origine sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere all'insaputa dei consumatori”. “Il decreto- chiarisce il direttore di Coldiretti Rovigo Adriano Toffoli- non va contro le importazioni di prodotti alimentari, ma mette il consumatore in grado di scegliere consapevolmente sul mercato tra prodotti italiani e ingredienti di diversa provenienza”. Ad esempio il concentrato di pomodoro cinese, l’extravergine tunisino, le mozzarelle ottenute dal latte in polvere o paste fuse e cagliate. Ambiguità, se così può dirsi, incoraggiate dalla crisi mondiale, che penalizza la qualità a favore dei surrogati, degli aromi artificiali e di sottoprodotti normalmente destinati all’alimentazione animale. “In Italia- spiega un comunicato diffuso da Coldiretti- in un anno sono arrivati ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi all'insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori. Dietro queste cifre si nasconde l'inganno e per questo- conclude il comunicato- è importante la decisione di estendere l'obbligo di indicare l'origine in etichetta a tutti i prodotti”.
Flora Bonaccorso

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