Si è svolta nella serata di domenica 26 luglio, presso l’auditorium “G. Spagnolo” (ex Monte di Pietà) di Barcellona P.G., la presentazione del libro “Il Giardino senz’anima” dell’esordiente poetessa Francesca Romeo. La serata è stata possibile grazie all’organizzazione dell’Ass. Culturale “Genius Loci” e della Pro Loco “A. Manganaro” con il patrocinio del comune. Nonostante la calura estiva, il pubblico è accorso numeroso. Molte le presenze note alla cultura barcellonese, tra cui menzioniamo, il Procuratore della Repubblica Franco Cassata, la prof. Tanina Caliri, il pluripremiato prof. Pippo Labisi, nonché il famoso giornalista milazzese Luigi Billè. A presentare la serata Marcello Crinò, presidente dalla Genius Loci. A prendere la parola è stato il prof. Gino Trapani che, dopo un’ introduzione in cui ha sottolineato la complessa e variegata cultura della Romeo, trapelante dai rimandi storici, teologici e filosofici presenti nell’opera, ha dialogato con l’autrice approfondendo alcuni temi presenti nel testo. Relatore della serata è stato il noto scrittore Melo Freni, autore di una lettera-prefazione al libro, il quale si è soffermato sulla complessa originalità del poema in cui personaggi scespiarini ed omerici sono rivisitati all’interno di un moderno contesto culturale. “Finalmente - ha commentato Melo Freni - un esordiente che si misura al di fuori dei soliti stereotipi, una frequentazione della poesia sulla scansione di quanto è stato lasciato dal mondo classico, sul quale contemperare la lettura del mondo che viviamo. Se a qualche grande poeta dovessi pensare, direi che la lezione è quella di Pound, di Eliot. Una poesia moderna come la sua, ma incorporata nei costanti rimandi al mondo classico, rivisitato nella sua contemporaneità, mi pare proprio degna di attenzione.” Intercalati tra i vari interventi le letture di alcuni passi dell’opera curati dalla prof. Maria Elisa Colella. Un vero successo, dunque, per Francesca Romeo, che con il suo Giardino senz’anima si inserisce a pieno titolo negli strali di una poesia ad alto livello. Il Giardino senz’anima è un poemetto denso di rimandi, citazioni, allusioni, dall’impaginazione particolare che lo rende quasi una “poesia visiva”. Consta di due parti, la prima, suddivisa in X° capitoli, ha una struttura circolare, densa di simbolismi e riferimenti classici, cultura celtica, platonismi e filosofia orientale. La seconda parte consta di due capitoli (suddivisi a loro volta, il primo in cinque ed il secondo in tredici capitoli) è una preghiera di pentimento e riscatto nell’amore Divino, da cui tutto proviene e a cui tutto deve tornare. Cori greci si alternano a consce introspezioni, a moniti e avvertimenti vaticinati da Cassandra e da Tiresia. Da segnalare l’invettiva alla Luna, a Eros, e una singolare rivisitazione dell’amletico "Essere o Non Essere". Non mancano citazioni in latino e greco, lamenti in tedesco medievale, francese antico, yiddish e orientalismi. Alle pareti della sala "G. Spagnolo" è stato esposto l’intero testo ingrandito con l'aggiunta di schizzi e note. In questo modo è stato possibile andare "Oltre il Testo", cogliendone dall'interno il significato intrinseco attraverso un'originale operazione che affonda le sue radici negli antichi “rotoli di Exultet”, i rotoli liturgici medievali.

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