Ieri, all'improvviso, mi sono accorto di aver perso un'abitudine, un vizio. La televisione era spenta. Da quanto era spenta? Settimane, mesi. Era diventata un soprammobile, un pezzo di antiquariato come le radio a valvole dei mercatini d’estate. Ricordo che un tempo, distrattamente, la accendevo.
Facevo zapping.
Lei rimaneva lì, implacabile, senza che nessuno la vedesse, la ascoltasse, come un vecchio rincoglionito che non si ha il coraggio di zittire.
Sembrava innocua con i suoi mikebongiorni e pippibaudi [...]

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