Il Tribunale civile di Mistretta ha annullato il testamento olografo inciso sulla piastrina del collare del cane pastore "Delos". L'ingente somma di denaro e le proprietà lasciate da Gianni Russo, 65 anni, ricco prorpietario terriero di Caronia, alla sua morte il 5 febbraio 2004, non andranno dunque ai destinatari della piastrina, tra cui lo stesso cane Delos.
Nella targhetta, infatti, era incisa la frase "Lascio tutto il mio patrimonio al mio cane Delos e a Serafino e Aldo Mascali. 25.12.2003. Russo Giovanni".
Serafino ed Aldo, allora minori, sono figli di Vincenzo Mascali, operaio alle dipendenze di Russo. La ex moglie del defunto e le sorelle, eredi naturali, si erano opposte e hanno dimostrato, grazie a perizie calligrafiche ed all'esame del Ris dei Carabinieri, che quella piastrina era falsa. Le eredi avevano poi denunciato Vincenzo Mascali, che oggi è stato oggi condannato al pagamento delle spese processuali.
In sede penale, davanti al giudice monocratico Sandro Potestio, l'operaio è tuttora imputato di falso, minacce semplici ed aggravate, danneggiamento aggravato e furto. I legittimi eredi di Russo, Luigi e Fabrizio Di Napoli, Margherita Russo e la vedova Rosella Bolognini, si sono costituiti parte civile e chiedono un risarcimento di 200mila euro.

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