di Andrea "Homo Elegans" Freni
Quasi un secolo fa, nel 1917, in un cortile torinese si concretizzava il sogno di un proprietario di ottica e fotografo, meglio noto come Giuseppe Ratti, di costruire occhiali d’avanguardia capaci di garantire una visione ottimale ad aviatori e piloti sportivi.
Nacquero così  i Protector, occhiali realizzati con lenti rotonde affumicate, gomma a contorno ed elastico per fissarli alla testa, adottate da lì a poco da forze armate e piloti dell’aviazione italiana e che oggi riconosciamo come i progenitori degli ormai celebri Persol!
Tale fu l’apprezzamento rivolto a quelli occhiali che non tardarono nell’esser indossati da personaggi del calibro di D’Annunzio, Nazzaro e Fangio; D’Annunzio, addirittura, li indossò nello storico raid su Vienna!
Fu in quel periodo straordinario di esordio e successo, a cavallo fra il primo ed il secondo decennio del 1900, che il pubblico iniziò a conoscere l’indossatore più celebre degli occhiali Protector, ossia, il “cinesino” personaggio creato ad hoc dal disegnatore Eugenio Colmo.
Sempre in quel periodo vennero, inoltre, inventate le lenti di colore giallo – bruno in cristallo neutro, ancora oggi caposaldo dell’attuale Persol, realizzate grazie alla lavorazione “in massa” grazie dalla quale si ottengono sia la colorazione che la protezione dai raggi del sole.
Quella di Protector, però, non è soltanto una storia fatta di estetica e funzionalità ...Nel 1924 arrivò il primo di 14 brevetti internazionali; viene così riconosciuto ufficialmente il grado di specializzazione raggiunto dalle maestranze ormai impeccabili in ognuna delle 43 fasi di lavorazione necessarie per ogni paio di occhiali prodotti; grazie a queste referenze, gli occhiali Protector entrarono perfino nelle forniture ufficiali del Dipartimento Militare della Svizzera.
Da Protector, occhiali tecnici, a Persol, occhiali “per il sole” il passo fu breve; nel 1938 il celeberrimo cinesino promosse i nuovi occhiali con uno slogan studiato per sottolineare le capacità di protezione dai raggi del sole:” Il sole è mio… con un occhiale Persol”!Design sobrio ed elegante, lenti di cristallo, intarsio nelle astine a forma di freccia (fregio brevettato ispirato alla spada degli antichi guerrieri oltreché dettaglio funzionale) e sistema Meflecto (prima asta flessibile al mondo grazie all’introduzione di aste in nylon o in metallo intersecati da un’anima di acciaio inox) diventano i tratti distintivi di tutta la produzione futura.
Sempre all’insegna dell’innovazione e del confort arriva anche il sistema “Victor Flex” un ponte a tre intagli grazie al quale si aumentava la curvatura per rendere la montatura ancora più aderente al viso; grazie ad un rinforzo metallico era possibile, inoltre, regolare sia in lunghezza che in curvatura, gli occhiali.
Per ironia della sorte, però, per quanto gli occhiali del Sig. Ratti, furono indossati da personaggi leggendari in imprese altrettanto leggendarie, non è di certo a questi pionieri che si deve la fama planetaria del marchio; la Persol, infatti, deve la consacrazione nell’immaginario collettivo ai tranvieri di Torino…è grazie alle esigenze di protezione dalla polvere e dall’aria di costoro che si deve la creazione del modello 649 nel 1957, per intenderci, quello indossato da Marcello Mastroianni nel film “Divorzio all’italiana” ed oggi riconosciuto icona dello stile italiano nel mondo.
Indossare un paio di occhiali di Persol, dunque, non significa riparare gli occhi o sfoggiare un accessorio meramente estetico; indossarli significa vedere il mondo attraverso quelle lenti che hanno fatto la storia degli occhiali da lavoro (Labor), che hanno conquistato il mondo del cinema e dello spettacolo grazie a testimonial del calibro di Greta Garbo e Steve Mc Quinn, che hanno   partecipato alle più importanti imprese sportive dalle isole Svalbard alla Parigi – Dakar, che hanno caratterizzato i volti di alcuni fra gli imprenditori più importanti del mondo.

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