In uno stato di diritto i cittadini non sembrano avere il diritto alla sicurezza ed alla propria incolumità .
Â
Il nubifragio abbattutosi su Messina la notte a cavallo tra il 9 ed il 10 Marzo riaccende i riflettori sulla drammatica fragilità del territorio della nostra provincia. La cellula temporalesca ha rovesciato tra i 70 ed i 90 mm di acqua nell'arco di poche ore. Per fortuna la zona maggiormente colpita dalla "bomba di pioggia" è stata quella del centro cittadino, ma nelle periferie cittadine è tornato lo spettro del 1 Ottobre.
Â
Solo per un puro caso o per eccessiva negligenza di alcuni cittadini che, sostituendosi alla protezione civile, hanno deciso di abbandonare spontaneamente le loro case, dopo i chiarissimi segnali di avvisaglie della montagna sovrastante Mili San Marco, non abbiamo contato le vittime. Quella stessa montagna che aveva parzialmente bloccato il transito di collegamento con il paese di Mili San Pietro, si è riversata a valle provocando danni irreversibili alle case sottostanti.
Â
Nonostante nessuno avesse ordinato alla popolazione di sgomberare (perchè questi provvedimenti si adottano dopo le frane?), gli abitanti di quella zona, dopo aver lanciato tanti appelli inascoltati, hanno deciso di spostarsi altrove. Chi ha visto la situazione nei paesi colpiti dall'ultimo nubifragio ancora è incredulo che nessuno ci abbia rimesso la vita.


