Il componente di Movimento Azzurro ritiene che Messina debba ottenere i maggiori benefici dalla costruzione del Ponte
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E’ indubbio, che l’apertura del primo cantiere del Ponte sullo Stretto sulla costa calabra (?), la presentazione del progetto, fatta sia a Messina che a Villa S. Giovanni, l’inizio delle trivellazioni, i paventati espropri, specie da parte di chi ha costruito abusivamente, etc, hanno riportato di grande attualità la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
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Ponte Si – Ponte No è stata una scelta fatta sempre dai Governi Nazionali e, nell’un caso e nell’altro, è passata sopra la testa dei messinesi e dei calabresi; ciò premesso non resta, a mio sommesso parere, che affrontare il problema con quello che, abitualmente, viene chiamato metodo laico.
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A Messina da sempre, a mia memoria, si è parlato del Ponte come dell'araba fenice, la cui realizzazione tutti apÂpoggiavano, su cui tutti erano d'accordo (ricordo una indagine demoscopica pubblicata da Repubblica dove si affermava che 9 italiani su 10 erano a favore del Ponte), e questo perchĂ© c'era come un retro pensiero, anche se inespresso, tanto non si sarebbe costruito mai. Ciò ha comportato il grave deficit di attenzione sulle modalitĂ con le quali il Ponte si sarebbe rapportato con il territorio che oggi riscontriamo.

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