Ci campa da anni su stupore e indignazione, Oliviero Toscani, il fotografo che, il click della sua macchina utilizzata per fissare l'immagine più trasgressiva, quella che se non scuote coscienze, non risucchia l'attenzione di media e popolazione intera, non lo preme neanche.
L'ultima, dirompente, sconcertante, aggressiva, campagna pubblicitaria ha, letteralmente, fatto saltare dalla sedia laici e prelati, uomini e donne. Si parla di quei 12 scatti, mese dopo mese dell'anno appena iniziato. Scatti che ripercorrono, nella varietà della melanina che ogni essere umano possiede in diversa quantità, l'alternativa cromatica di essere rappresentata a quella parte del corpo femminile così simile, invece, nella sua componente essenziale: il pube.
Toscani è andato oltre l'ardire che per anni lo ha contraddistinto. Fotogrando 12 pubi ha rotto convenzioni secolari. Le stesse che impongono che quella, a volte folta e incolta, altre stilizzata da sapienti tagli di forbici, parte del corpo femminile, andasse bene guardarla solo nell'ambito del porno, giornale o video che fosse. E' un'osservazione intima, nascosta, quella voluta da sempre dagli italiani.
E Oliviero Toscani, che fa? Provoca il paese orgoglioso di avere il Papa in sede sganciando un siluro da 12 scatti. Mora, bionda, rossa, unica al centro della foto, senza niente che distolga l'attenzione di chi vede (ma esisterebbe qualcosa in grado di farlo?) c'è lei, la "cosa" che, da Eva sino ai giorni nostri, è il cult per eccellenza. Un pube diverso per ogni mese, questo il calendario realizzato da Toscani, presentato a Pitti Uomo, per pubblicizzare il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale.
"Qui si mostra l'essenziale e non quello che si vede nei soliti volgari calendari delle pin up", ha detto il fotografo, lamentando che negli altri calendari si mostra tutto "meno che quello". E, a chi si chiede l'attinenza tra marchio e "oggetto" della campagna, risponde: - " Il consorzio realizza un prodotto unico al mondo, proprio come la pelle di queste nature".
E' qui che è scattato il furore delle "portatrici" sane di quel "prodotto" da mostrare senza veli e senza inibizioni.
"Le immagini sono conformi a stereotipi offensivi per le donne ridotte al loro genere", ha detto Maria Federica Giuliani, dell'ufficio per le Pari Opportunità di Firenze. Indignata, invece, Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, che ha emesso una "ingiuzione di desistenza della diffusione del messaggio" perché trasmette un'idea offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene "equiparato alla 'pelle conciata', ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione".
Ma a chi si scaglia contro si contrappongono i favorevoli al nudo ginecologico di Toscani: "In Italia regna la doppia morale - ha replicato Carlo Antonelli, direttore della rivista Rolling Stone che distribuisce in edicola il calendario assieme al mensile. " Nei media nostrani"- ha detto- "da 30 anni la rappresentazione del corpo femminile e' oltraggiosa, barbara, troglodita, a partire dai calendari diffusi dalle riviste maschili, mentre Toscani toglie tutto, lascia solo la pura natura. Una vagina politica che le veterofemministe ferme a quell'epoca dovrebbero riconoscere invece che criticare".
Qualcuno potrebbe obiettare, però, ad Antonelli, che del binomio vagina e politica, ultimamente, il popolo italiano ne ha piene le tasche, e soprattutto che non sono 12 "pubi in bella vista" a smantellare la storia della vagina.
Quella storia che la vuole riservata, "pubblica" solo nel "privato", forse ipocrita, vero, ma vuoi mettere il mistero che si cela dietro uno slip che nasconde quello che il mondo conosce da quando è nato ma che una morale, conservatrice e non falsa, vuol continuare ad avvolgere di fascino? Quello di un " angolo di paradiso" cui si accede in vari modi, alcuni nobili, altri meno, ma non certo guardando un calendario.
Oliviero Toscani, nel '92, ha realizzato una campagna Benetton con uomo che moriva di AIDS, un'altra, nel 2000, con uno condannato a morte negli Stati Uniti. Nel 2007, ha fotografato una modella anoressica, la Isabelle Caro morta nello scorso novembre. Molte le sue campagne vietate in Italia, tra queste quella che mostra due uomini che i baciano.
Dopo la sequenza dei 12, variegati per estensione pilifera, multicolori pubi, gli rimane solo il corrispettivo maschile. Ma, a parità di mistero svelato, quelli perdono.

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