Dilagano gli scontri e la tensione dopo il discorso del figlio di Gheddafi che minaccia la guerra civile. Fiamme nella capitale e spari sulla folla dei manifestanti. A far fuoco i caccia militari dell'aviazione libica. Il bilancio ufficioso parla di quasi trecento morti a Bengasi, occupata dai rivoltosi, insieme a Sirte e ad altre città. Secondo alcune voci, Gheddafi si sarebbe rifugiato in Venezuela, altrte lo danno ancora in Libia. Si è dimesso il ministro della Giustizia, in contrasto con l'eccessivo uso della forza. Nel Paese interrotte le comunicazioni telefoniche.
"Ove fosse necessario siamo pronti ad affrontare il problema" del rimpatrio degli italiani dalla Libia, "ma al momento non è previsto un rimpatrio coatto dei nostri connazionali". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha comunque ribadito lo stato di allerta delle basi italiane.

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