Tre anni consecutivi di perdite pari a 9 milioni di euro, hanno messo in ginocchio la Gazzetta del sud che ora chiede lo stato di crisi. Il quotidiano fondato nel 1952 dal cavaliere Uberto Bonino, fino a tre anni fa era considerato una realtà solida e fiorente.
Ancora oggi la testata diretta da Nino Calarco, è la più letta in tutta la Calabria e nella provincia di Messina. Una leadership che non è bastata ad evitare la crisi e la conseguente predisposizione, da parte della Società editrice siciliana, di un piano di riorganizzazione aziendale. La società editrice della Gazzetta del sud, nel piano, prevede nove esuberi, il ricorso alla cassa integrazione e ai prepensionamenti.
Questi interventi, si legge nel piano di ristrutturazione saranno spalmati nell'arco di due anni a partire dal primo aprile prossimo. Per superare la crisi, continua il documento, "la Società Editrice Siciliana intende ricorrere alla flessibilità e all'adattamento alle nuove condizioni di mercato per realizzare un nuovo modello di giornale, anche attraverso la concentrazione delle redazioni e delle sedi, la razionalizzazione delle risorse umane e l'assorbimento del personale eccedente attraverso lo strumento dei pensionamenti anticipati per coloro che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge".
Sono a rischio, dunque, alcune delle dieci redazioni dislocate a Messina, Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro, Crotone, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Catania...

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