La Prefettura di Messina può e deve intervenire per la risoluzione della vertenza Palumbo. Ma lo deve fare con il coinvolgimento delle altre istituzioni coinvolte. L'appuntamento è martedì 17 maggio alle 11. Questo, in sintesi, il messaggio del prefetto Francesco Alecci che non è rimasto sordo di fronte all'appello lanciato dai familiari dei lavoratori in una lettera accorata lo scorso 26 aprile. Nel lungo elenco dei destinatari si leggono i nomi del sindaco Buzzanca, del presidente dell'autorità portuale Lo Bosco, del commissario straordinario dell'Ente porto Madaudo. Interpellati anche il direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro, De Francesco, il Capo ispettorato provinciale del lavoro Coletta, il comandante della Capitaneria di porto Musolino, il questore Gugliotta, il comandante dei Carabinieri Domizi, Ivo Blandina, presidente di Confindustria Messina e, naturalmente, l'amministratore unico della palumbo Spa, Antonio Palumbo.
Alecci ricorda che quando si rese necessario l'intervento del palazzo del Governo nel passaggio dalla Smeb alla Palumbo per garantire i posti di lavoro e l'attività cantieristica, la collaborazione tra enti e uffici dell'amministrazione comunale permise di proseguire .
"Le circostanze negative oggi evidenziate - spiega Alecci - ripropongono l'esigenza di un nuovo intervento istituzionale [...] poiché i contrasti sorti all'interno del cantiere [...] risultano impedire un proficuo prosieguo dell'attività lavorativa".
Il prefetto ha quindi convocato un incontro per analizzare le problematiche che hanno determinato lo stato attuale della vertenza, e le possibili soluzioni per garantire lavoro e stipendio agli operai da tempo in conflitto con l'azienda.
Saranno presenti, ovviamente, anche i rappresentanti sindacali dei lavoratori: Vincenzo Sgrò (Fiom Cgil) Antonino Alibrandi (Fim Cisl), Pasqualino Rizzo (Uilm Uil), Enzo Bertuccelli (Flmu Cub) e Mariano Massaro (Orsa Sicilia).

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