La verità entro un paio di giorni. E’ questo l’impegno assunto da Nanni Ricevuto, investito dai comitati delle zone alluvionate di Messina di stabilire perché la città aspetta ancora una risposta in termini di risanamento dopo i fatti del 2009 e del 2010. Secondo la relazione ufficiale del dipartimento regionale di Protezione civile, ammonterebbe a 550 milioni di euro la somma necessaria a rimettere realmente in sesto le aree del Messinese devastate dal nubifragio del 2009. Di questi 550 milioni, circa 50 basterebbero appena a tamponare l’emergenza. Un’emergenza che è ormai una condizione permanente. E, al momento, pare che i fondi a disposizione siano notevolmente ridotti rispetto al fabbisogno, anche perché non esistono dati certi in merito alle risorse realmente stanziate, né sulle responsabilità dei soggetti istituzionali chiamati in causa.
“Consulterò le istituzioni in via diretta – afferma il presidente della Provincia regionale di Messina, in attesa del documento dei comitati che lo ‘investa’ ufficialmente del ruolo di ‘investigatore’ – per capire cosa ci sia dietro. Se si tratti di un diniego delle somme, di un divieto, di semplici ritardi o di qualcos’altro. Da quanto ne so, i primi stanziamenti sono avvenuti e si attendono delle ulteriori tranche per le zone di Giampilieri, Scaletta e Itala da una parte e Sant’Angelo, San Fratello e Raccuia dall’altra. Conto di avere risposte certe nel giro di un paio di giorniâ€. In cambio della disponibilità di Ricevuto, i comitati hanno rinunciato a boicottare la tappa del Giro d'Italia in programma a Messina il prossimo 15 maggio. Ricevuto farà da tramite anche perché possano leggere il proprio comunicato di protesta in diretta tv proprio in occasione dello svolgimento della corsa ciclistica.
A riaccendere recentemente gli animi sono stati gli attacchi della deputazione regionale e nazionale del Pd. Proprio di queste ultime ore, l’invito del parlamentare Francantonio Genovese a Giuseppe Buzzanca affinché di dimetta, a causa della presunta latitanza del Governo nazionale. Immediata la replica del sindaco, oltre che deputato regionale del Pdl, che lamenta la mancata destinazione dei fondi Fas da parte della Regione, governata tra gli altri proprio dal Partito democratico. Tesi confermata da fonti interne al ministero per gli Affari regionali, secondo cui sarebbe compito della Regione attingere direttamente ai fondi Fas accreditati dall’Unione europea. Secondo la nuova normativa federalista, le somme devono essere impegnate entro il prossimo 31 dicembre 2011, pena la perdita definitiva. Dichiarazioni queste che lascerebbero intendere come non ci siano veti all'impiego delle somme nel risanamento.
Stando ai numeri ufficiali, pubblicati sul sito web della Protezione civile, all’indomani dell’alluvione del primo ottobre 2009 che generò 37 morti nella zona di Giampilieri e Scaletta, con ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri del 10 ottobre successivo, per realizzare i primi interventi, il Governo ha deciso di impiegare 20 milioni a carico della Regione Sicilia, da prelevare dai fondi Fas 2000-2006 e Par-Fas 2007-2013; circa 21 milioni a carico del ministero dell’Ambiente, attingendo agli esercizi finanziari 2008-2009; 20 milioni a carico del fondo della Protezione civile, integrato dal ministero dell’Economia. In base alla documentazione pubblicata sul sito della Protezione civile, pare che i trasferimenti operati dalla Regione ammontino a 803.377 euro (25 novembre 2009), 2.206.200 euro (9 dicembre 2009) e 1.575.000 euro (17 dicembre 2009).

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