Non esiste nessun veto da parte del ministero degli Affari regionali, né pertanto del Governo nazionale, all’impiego dei fondi Fas per il risanamento delle zone alluvionate di Messina. Prima che il presidente della Provincia regionale, Nanni Ricevuto, completi dal sua “indagine” tesa ad accertare le cause dei ritardi - e le relative responsabilità - nell’assegnazione delle risorse, è lo stesso ministero a svelare l’arcano. Esistono infatti ben due ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, che certificano che solo per lo “smaltimento dei rifiuti” e gli “eventi alluvionali di Messina” la Regione si è vista assegnare ben 245 milioni.
Si tratta dei famosi fondi Fas 2007-2013. Complessivamente, alla Sicilia sono stati riconosciuti 3.684.406.000 euro. Le risorse al netto dei rifiuti e delle opere di risanamento ammontano quindi a 3.439.410.000 di euro. Riconosciute le somme, toccherebbe adesso alla Regione destinarle materialmente alle opere da compiere.
Nessun veto, pertanto, nessun ostacolo posto dal Governo nazionale. A ritardare le opere di ricostruzione è semplicemente l’esecutivo regionale, a dispetto degli attacchi subiti in questi giorni dal sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, da parte del parlamentare regionale del Pd, Giuseppe Picciolo, e del deputato romano dello stesso partito, l’ex primo cittadino Francantonio Genovese.
La somma attualmente disponibile, è chiaro, non è la risposta a tutti i problemi, dato che per gli interventi relativi al solo nubifragio dell’ottobre 2009 occorrerebbero circa 550 milioni, come certificato dalla Protezione civile, ma costituirebbe di sicuro una buona boccata d’ossigeno.

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