Diciotto giorni di tempo per non perdere i finanziamenti per avviare il risanamento delle aree alluvionate di Messina. Questo l’ultimatum posto da Raffaele Lombardo che lancia l’allarme sull’utilizzo dei famigerati fondi Fas. “C'è una priorità fra le priorità rispetto alla quale non ci si può tirare indietro – afferma il governatore siciliano in una nota emessa nella tarda serata di ieri - lasciando temporaneamente da parte le risorse che ci spettano, non possiamo dimenticare la situazione di Giampilieri e San Fratello”.
Lombardo parla come se la gestione dei fondi non dipendesse dalla propria volontà o da quella dell’esecutivo siciliano, smentendo di fatto il ministero degli Affari regionali che in più sedi ha confermato di avere assegnato le somme alla Regione. Circa 245 milioni di euro, 170 dei quali da destinare a Messina e alla sua provincia per fare fronte almeno in parte ai danni dei nubifragi del 2009 e 2010: “A fine maggio - dice il presidente della Regione - non avremo più risorse da destinare all'emergenza, nemmeno per compensare gli abitanti che hanno dovuto lasciare le proprie case o per proseguire nelle attività di assistenza che abbiamo portato avanti fino a ora, guadagnandoci la stima dei cittadini dei comuni interessati. Ci si deve subito una risposta alla lettera che abbiamo inviato già una settimana fa con la quale chiedevamo l'uso dei fondi Fas, ben prima della rimodulazione che dovrà essere valutata dal Cipe”.
“Sono soldi dei siciliani - incalza Lombardo - che destiniamo ai nostri fratelli di Giampielieri e San Fratello che ne hanno maggior bisogno. Il Governo deve risponderci domani (oggi, ndr), non dopodomani ma domani stesso, o sarò costretto a rivolgermi ad autorità sovranazionali e a organizzare clamorose forme di reazione a quella che diverrebbe, e spero non lo diventi, insopportabile insensibilità”.

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