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“Niente più soldi per gli affitti, gente a rischio sfratto”. La Protezione civile svela i retroscena sui fondi per gli alluvionati. Lo Monaco: “Serve intervento politico trasversale”

Messina News - Politica Messina
Scritto da 98cento   
Venerdì 13 Maggio 2011 14:03

lo_monaco_pietrodi Fabio Bonasera

Niente più soldi per gli affitti degli sfollati. Né per pagare gli artigiani. Né per gli interventi più urgenti di messa in sicurezza del territorio. A dipingere questo scenario desolante è il responsabile siciliano della Protezione civile, Pietro Lo Monaco, che invoca un intervento trasversale di tutta la politica siciliana per ottenere lo sblocco dei 160 milioni di fondi Fas necessari a gestire la fase più delicata dell’emergenza nelle zone alluvionate di Messina e della sua provincia. “Si tratta di somme indispensabili a gestire le priorità – spiega Lo Monaco – somme che mi servono urgentemente per la delocalizzazione, ovvero per permettere a chi ha perso una casa di comprarne un’altra, oltre che per le opere di urbanizzazione e messa in sicurezza delle strade provinciali, sui Nebrodi ancora prima che a Messina”.

Il dirigente appare sconfortato: “Non ho più un centesimo da impegnare – ammette – siamo in ritardo sugli affitti e la gente rischia di essere sfrattata. Non abbiamo più soldi per pagare gli artigiani”. Ma perché si è venuta a creare una situazione del genere? Dove si è inceppato il meccanismo che, a due anni dal primo nubifragio, non permette di utilizzare somme teoricamente già stanziate per restituire un minimo di dignità a famiglie alle quali l’abuso del territorio ha portato via moltissimo, talvolta tutto? “Chiediamo notizie al ministero dallo scorso agosto, in merito a un’ordinanza del presidente del Consiglio, e dal successivo 18 ottobre, in merito all’altra”, racconta Lo Monaco, riferendosi ai due provvedimenti che prevedono l’uso di 160 milioni di euro di fondi Fas per fronteggiare la fase prioritaria dell’emergenza. “Fino allo scorso marzo – prosegue - non abbiamo ricevuto nessun riscontro. A marzo, il Cipe comunica che bisogna riprogrammare l’utilizzo dei fondi Par-Fas assegnati alla Sicilia nel contesto del Piano di sviluppo del Mezzogiorno, circa 4 miliardi e 100 milioni di euro, per verificarne la compatibilità con il nuovo Piano per il sud. Il problema è che i 160 milioni già accordati per le aree alluvionate rientrano tra quelle somme e quindi, prima di autorizzarne l’impiego, bisognerebbe aspettare che tutti i 4 miliardi e 100 vengano riprogrammati”.

Una situazione paradossale anche perché, sul finanziamento destinato all’emergenza nel Messinese, c’è già l’accordo dei ministeri dell’Economia e degli Affari regionali e del dipartimento nazionale della Protezione civile. “Pertanto – suggerisce Lo Monaco - il Cipe potrebbe sbloccarle con una presa d’atto in attesa che l’intero finanziamento venga riprogrammato. In fondo 160 milioni su oltre 4 miliardi costituiscono un’aliquota infinitamente bassa”. Per completare il quadro, 25 giorni fa il dipartimento nazionale di Protezione civile ha richiesto una relazione da consegnare al ministero circa l’impiego dei fondi. “Abbiamo risposto prontamente – fa notare il dirigente regionale – senza avere tuttavia riscontri dal ministero. Così ieri abbiamo inviato un sollecito, senza avere avuto ancora risposta. Siamo in attesa”.

Per risolvere la questione, secondo Lo Monaco – che domenica sarà a Messina per “solidarizzare” con la popolazione in difficoltà - occorrono due mosse. La prima consiste nello “sbloccare immediatamente i 160 milioni, che non stravolgono di certo il Piano per il sud. Le somme – ripete - mi occorrono adesso: destinarle alle famiglie, a chi 180mila a chi 130mila, per comprare una nuova casa, significa liberare la Regione dal pagamento degli affitti. Inoltre, i cantieri per la messa in sicurezza devono essere aperti adesso, in vista dell’estate. Altrimenti sarà impossibile farlo a settembre, con la ripresa delle piogge. I lavori già eseguiti dimostrano la bontà dei nostri interventi, considerato che hanno retto perfettamente nel corso dei nubifragi verificatisi alla fine del 2010 e all’inizio di quest’anno”. La seconda mossa è destinare al completamento delle opere 305 milioni del miliardo di euro del vecchio Por. “Ma per quelli – ammette Lo Monaco – possiamo anche aspettare”.

L’importante, per il tecnico, è che ora “tutti parlamentari e i sindaci siciliani, senza distinzioni di appartenenze politiche, facciano fronte comune perché la situazione possa sbloccarsi”. Da ricordare che, per l’emergenza messinese, sono già stati spesi 312 milioni, 156 provenienti da risorse statali e altrettanti attinti dalla Regione proprio dai fondi Fas e Por.







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