I lavoratori di Messinambiente oggi, dalle 20, protesteranno a oltranza in quanto: "il liquidatore dell’ATO 3, il prossimo lunedì, provvederà alla pubblicazione del bando di gara per l’esternalizzazione dei servizi del ciclo integrato dei rifiuti, per la durata di sei mesi".
I sindacati Fp Cgil e Uil Trasporti affermano che: "attiveranno le forme di protesta utili con l’obiettivo di portare a galla tutte le verità nascoste e con lo scopo di definire correttamente questa vertenza che non è soltanto dei lavoratori di messinambiente ma è anche dei cittadini messinesi".
"Ormai è chiaro il disegno dell’Amministrazione dichiarano - Clara Crocè, Segretario Generale della FP CGIL, Carmelo Pino, segretario provinciale del settore e Silvio Lasagni, Segretario Generale della UILTrasporti - attraverso la liquidazione dell’azienda pubblica e la prossima pubblicazione del bando di gara, il Sindaco e il Liquidatore centreranno due obiettivi: quello primario e di evitare il Commissariamento del Comune di Messina; e, con il fallimento del secondo esperimento del bando di gara, per evitare l’emergenza rifiuti, verrà legittimato il ricorso alle procedure previste dall’ art. 191 del T.U per l’affidamento del servizio a ditte o cooperative, con ordinanza d’urgenza".
Ecco i dubbi dei sindacati: "Il Comune di Messina riscuote direttamente la TARSU, le somme riscosse vengono trasferite all’ATO 3, il quale deve provvedere a pagare le fatture alla Messiambiente per i servizi resi come da convenzione stipulata nel 2004. L’ATO ME 3 anziché erogare 2.400.000,00 euro mensili, come da convenzione, ha scientemente sottratto ogni mese delle somme alla società pubblica, erogando euro 1.850.000,00. Somme da tutti risaputo del tutto insufficienti per garantire la sopravvivenza dell’Azienda. Il valore dell’attuale contenzioso, tra le due Società , ammonta a 25 milioni di euro mentre oltre a 8 milioni di euro sono le somme maturate dopo l’avvio del contenzioso (con la scusa delle contestazioni sui servizi resi). A questo punto sarebbe interessante conoscere l’effettivo ammontare delle somme mensilmente trasferite dalle casse comunali a quelle dell’ATO 3".
I sindacati chiedono di: "conoscere se il Comune di Messina abbia regolarmente versato tutte le somme per i servizi resi dall’azienda pubblica della quale è socio di maggioranza per il 99%".
"Nel caso in cui il Comune di Messina non avesse regolarmente versato tali importi - dichiarano - risulterebbe debitore nei confronti dell’ATO 3, per l’importo di 35 milioni di euro. Se fosse avvalorata quest’ipotesi, la legge regionale in merito prevede che il liquidatore attivi immediatamente le procedure per il recupero delle somme non versate dal Comune di Messina. Nel caso in cui l’Amministrazione Comunale non dovesse ottemperare, il liquidatore avrebbe l’obbligo di richiedere alla Regione l’attivazione dei poteri sostitutivi previsti dalla l.r. 9/2010 (detto in parole povere chiedere il commissariamento del Comune di Messina). Ciò aprirebbe un evidente scontro istituzionale".
"Se invece il comune avesse regolarmente trasferito le somme per il pagamento delle all’ATO 3 - proseguono - c’è da chiedere l’ammontare delle somme trasferite mensilmente e che destinazione abbiano avuto tali somme. A questo punto, il Sindaco deve fare chiarezza, e rendere pubblici tutti i dati. E’ un obbligo che deve assolvere sia nei confronti dei cittadini e sia delle maestranze".
"Anche l’annuncio della pubblicazione del bando per la seconda volta ci insospettisce - continuano i sindacalisti - la possibilità della proroga alla Messiambiente non necessita alcuna autorizzazione preventiva da parte della Regione. Invece, il secondo fallimento dell’esperimento delle procedure di gara permetterebbe al Commissario liquidatore o il Sindaco il ricorso alle procedure d’urgenza per affidamento diretto del servizio a ditte o cooperative".
Secondo i sindacati: "Il Liquidatore dovrebbe fare chiarezza anche in merito alle ultime dichiarazioni circa la predisposizione degli atti per l’accesso al mutuo ventennale disposto dalla regione, a tasso zero, per ripianare i debiti degli ATO. A chi saranno destinate queste somme una volta liquidata l’azienda pubblica? Perché non attendere gli esiti del referendum in merito all’abrogazione dell’art. 23 bis, contro la privatizzazione selvaggia di tutti i servizi pubblici, acqua, rifiuti, trasporti?"

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