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Scritto da I Popolari
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Mercoledì 18 Maggio 2011 22:07 |
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Il ventesimo secolo è stato un tempo in cui l’immaginario di distruttività ha trovato un terreno fertile dove far germogliare gli effetti devastanti di alcune ideologie. A tale proposito, vorrei citare il pensatore britannico Eric J. Hobsbawm: «Il Secolo breve è stato un'epoca di guerre religiose, anche se le religioni più militanti e assetate di sangue sono state le ideologie laiche affermatesi nell'Ottocento, cioè il socialismo e il nazionalismo, i cui idoli erano astrazioni oppure uomini politici venerati come divinità.» Hobsbawn utilizza il concetto di Secolo Breve per definire il Novecento come un “momento” di enormi cambiamenti e nelle Scienze e nella condizione del genere umano. È da questi profondi cambiamenti, che paiono regolati paradossalmente dal disordine scaturito dall’impotenza della ragione che parte la mia riflessione. Memore delle immagini onnipotenti dello scenario bellico che le tv nazionali e internazionali mostravano dei Balcani e delle testimonianze della gente comune, l’identità sembra essere legata misticamente al sacrificio. Massacro, genocidio e pulizia etnica, i termini usati per attribuire un nome a una lezione cruenta che abbiamo lasciato ai libri di Storia Contemporanea e di Diritto Internazionale. La storia della Bosnia non finisce, tuttavia, riponendo un libro nel cassetto. Il 26 marzo 2010, l’International Commission on Missing Persons (ICMP) ha comunicato l’identificazione di 6414 vittime in un range di 13.000 Dna del solo massacro di Srebrenica. Altre salme esumate attendono di essere identificate. Nel 1995, le forze serbo-bosniache guidate dal Generale Ratko Mladic uccisero migliaia di uomini e ragazzi musulmani bosniaci (bosgnacchi). Il 31 marzo 2010 la Serbia chiede perdono per non aver fatto abbastanza nel prevenire il massacro. Jacques Semelin ci ricorda che nel Medioevo il termine era usato per definire la messa a morte di animali destinati a divenire cibo e il termine Olocausto definisce il sacrificio di animali caro agli dei nell’antica religione greca ed ebraica. Che cosa continuano a mostrare le salme senza nome, le informazioni che ci giungono?
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