Ieri (mercoledi 1 febbraio, ndr) la Camera ha bocciato la norma ribattezzata «bavaglio al web», secondo la quale ogni persona (e non più soltanto le autorità competenti) avrebbe potuto chiedere ai provider la rimozione da Internet di informazioni considerate illecite. Il fornitore del servizio avrebbe anche avuto l’obbligo di monitoraggio preventivo delle attività o dei contenuti potenzialmente illeciti, o altrimenti ne avrebbe risposto in concorso di colpa. Hanno votato contro Pdl, Idv, Fli, Api, Pd e Udc. A favore si è espressa solo la Lega, che aveva proposto la cosiddetta censura. E di censura, invece, è stata accusata Google: la società regina di Internet, infatti, avrebbe iniziato ad applicare la modalità di blocco dei contenuti «per Paese» in relazione a Blogger/Blogspot, la piattaforma che ospita i diari online. Qualche giorno fa, la censura «nazionale» era stata introdotta da Twitter.

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