Esultano i sette vigili del fuoco che, dopo cinque anni dalla loro assunzione, si erano visti comunicare un licenziamento.
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Una decisione, quella del Tar di Catania, che alla fine salva “capre e cavoli”, ma soprattutto consente ai sette vigili del fuoco, licenziati mentre spalavano fango a Saponara, di poter essere riassunti. Il Tribunale Amministrativo, in sintesi, per evitare un mega risarcimento ai ricorrenti, ha deciso che dovranno essere reimmessi in servizio.
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Questa decisione dovrebbe accontentare anche il Ministero dell'Interno, il quale avrebbe pagato l'equivalente degli stipendi fino all'età pensionistica, in modo improduttivo. Adesso, invece, pagherà “a rate” questo rimborso, ma avrà sette vigili del fuoco all'interno di un organico che, da ormai molto tempo, risulta essere carente.
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Un primo spiraglio per i ricorrenti si era aperto lo scorso 23 dicembre, quando Il Tar di Catania, a firma del presidente Calogero Ferlisi, accolse l’istanza cautelare proposta dall’avvocato Aldo Tigano riscontrando l’esistenza di estrema gravità e urgenza che giustificava la immediata riammissione in servizio dei Vigili licenziati sino alla riunione del Collegio che avrebbe approfondito nel merito l'argomento.

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