Antonino Romeo ha intervistato per noi lo storico Alessandro Fumia
Da qualche decennio diversi studiosi di storia patria hanno mosso l’informazione segnalando il carteggio storico conservato nel “fondo Messina” madrileno sottovalutando però che esiste un altro fondo, ben più ampio e di ricca portata come quello della Nouvelle Biblioteque de Paris.
Sul finire del secolo XVII i rapporti del Senato di Messina con la corte regia spagnola si inaspriscono ulteriormente anche e soprattutto a causa dei contrasti che vengono a crearsi con lo stradigoto dell’ Hojo, preoccupato di ostacolare la politica sempre più indipendentistica di Messina che a quel tempo godeva di tali privilegi da essere la città più franca e potente dell’Impero spagnolo, seconda solo a Madrid. Quando nel 1674 il vicerè Bonavides emana un decreto con il quale abolisce tutti i secolari privilegi della città, Senato e popolo non hanno dubbi: insurrezione armata. Obiettivo: nelle migliori delle ipotesi rendere Messina città repubblicana e indipendente, tra le possibilità meno accette quella di passare nuovamente sotto il dominio francese. Si opterà per la seconda ipotesi per l’impossibilità di sostenere da sola un insurrezione armata contro il potentissimo Impero di Spagna. Scelta che in ogni caso non aiuterà la città ad uscire vincitrice da questa vicenda. Dopo la pace di Nimega infatti il re di Francia Luigi XIV desiste dall’intenzione di aiutare Messina, la abbandona al suo destino e da la possibilità a ventimila messinesi di salire sulle galere francesi per fuggire in Francia. I nostri padri portano però con loro un inestimabile tesoro, ce ne parla lo storico Alessandro Fumia.
Atti di stato del Senato di Messina conservati nella Nouvelle Biblioteque de Paris. Di cosa si tratta?
Si tratta di un intera ala dedicata al materiale che i fuggiaschi messinesi portarono in Francia all’indomanni dell’insurrezione spagnola (1679). Un immenso tesoro che rispetto a quello madrileno è l'eldorado.
Quanti e quali di questi inestimabili documenti sono stati resi pubblici?
Adriane Penet, storico e pubblicista francese, ha pubblicato nel 1963, nell’opera “les acte latines e graecae del tabulario di Messina”, i fondi dell’archivio di stato di Messina, importanti emendamenti, privilegi e concessioni regie che coprono un periodo storico compreso tra il 1000 e il 1200.
Anticamente queste carte venivano gelosamente conservate nell'antica chiesa di Santa Maria extra moenia poi concentrati nei fondi della chiesa di San Gregorio.
Come giunsero in Francia?
Finita la rivoluzione antispagnola di Messina nel 1679, i ventimila fuggiaschi messinesi, tra i quali figuravano le più alte cariche e le più facoltose famiglie nobiliari della città, giunsero in Francia tramite le galere del generale Vivonne portando con se i secolari prilegi di Messina.
Quindi quanto trafugato dagli spagnoli in città rappresentava soltanto una parte del bottino?
Più precisamente delle copie. Non c’è nulla nel fondo madrileno che possa mancare nella Nuvelle Biblioteque de Paris. Aggiungo che diverse pergamene sono persino presenti in maggior numero negli archivi della della biblioteca comunale di Palermo.
Questo dovuto al fatto che i senatori di Messina, come era consuetudine in questi casi, quando emanavano o ricevevano una prammatica ne creavano ben tre copie.
E’ stato pubblicato tutto quanto in possesso della Nuvelle Biblioteque de Paris?
Assolutamento no. Numerosi altri atti attendono di essere consulati ed approfinditi. Io stesso medito di fare visita a Parigi. Ritengo ad esempio sarebbe importante riscoprire il brogliaccio riguardante i privilegi dei traffici del consolato della seta.
Antonino Romeo