Inutili assessorati comunali al Turismo
Aci Castello, un caso di mediocre marketing territoriale e vocazione turistica tradita
Dieci chilometri oltre Catania in direzione Acireale si incontrano Aci Castello e Aci Trezza: l’uno un villaggio di pescatori l’altro un centro peschereccio di antica tradizione; l’uno dominato dal Castello sorto su di una rupe basaltica l’altro caratterizzato dalle splendide isole dei Ciclopi dove insiste un’area marina protetta gestita dall’Università di Catania. Aci Castello e Aci Trezza costituiscono un tratto costiero della Riviera dei Ciclopi, di intensa suggestione ambientale per le vicissitudini vulcaniche. Così leggiamo nella guida del Touring Club Italiano, peccato che alla puntuale descrizione dei luoghi non corrispondano azioni politiche adeguate a valorizzare questa tappa del circuito dell’Etna.
Ci riferiamo al fallimento della gara bandita dall’amministrazione comunale per l’affidamento della gestione dei “solarium” (le piattaforme in legno che facilitano la fruizione del mare, dove l’accesso è libero stante che si pagano soltanto i servizi offerti), alla quale si è presentato un solo imprenditore. Il fatto è indicatore della scarsa attrattività turistica del territorio, in aperto contrasto con la bellezza paesaggistica del luogo. Per ovviare, il sindaco del Comune di Aci Castello (che comprende quattro frazioni, tra queste la località di Aci Trezza), Filippo Drago, ha siglato un accordo con gli imprenditori balneari che operano nel territorio comunale, ovvero ogni lido riserva un numero di ingressi a prezzo “sociale” per agevolare chi non può acquistare il servizio a costo intero. In totale, negli stabilimenti balneari di Aci Castello sono disponibili duecentoventi pass a prezzo ridotto del 50%.
“Il territorio è protagonista della competizione economica e soggetto dello sviluppo”, spiega Claudia Giovannini esperta in Marketing territoriale e politiche di sviluppo locale. Premessa la centralità del territorio nei processi di sviluppo locale, agli assessorati comunali al Turismo compete di analizzare i punti di forza e di debolezza per elaborare le politiche adeguate a sostenere il processo di sviluppo.
Il punto di forza del Comune castellese è l’insieme di risorse paesaggistiche e culturali: presenza di aree protette, beni di particolare rilevanza storico-culturale. Un patrimonio che sarà certamente valorizzato dal Distretto turistico territoriale denominato “Il Mare dell’Etna”, che aggrega in totale ventuno comuni: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Acicatena, Aci S.Antonio, Camporotondo Etneo, Giarre, Gravina di Catania, Mascalucia, Milo, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Pedara, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Sant’Agata Li Battiati, Sant’Alfio, Santa Venerina, Tremestieri Etneo, Valverde.
Il territorio del distretto, circa 322 chilometri quadrati, ha una disponibilità di 10 mila posti letto, di cui il 65 per cento in albergo e la restante parte in esercizi extra alberghieri. Nel distretto si stimano presenze turistiche per circa 700 mila unità per stagione.
Un punto di debolezza del Comune castellese è l’assenza di infrastrutture ambientali (depurazione, smaltimento). Gli scarichi reflui di origine civile sversano in mare e la raccolta dei rifiuti avviene esclusivamente per cassonetto con problemi di decoro e igiene.
Nonostante il governo regionale, l’amministrazione provinciale di Catania, l’amministrazione comunale di Aci Castello e il ministro dell’Ambiente appartengano alla stessa coalizione politica di centrodestra, il progetto dell’impianto di depurazione (che interessa diversi comuni oltre Aci Castello) procede lentamente. I servizi ecologici nel territorio castellese presentano pecche a fronte dell’annunciato aumento della TARSU del 30%, infatti cresce il malcontento dei cittadini.
Fin qui un caso di cattiva gestione dell’assessorato al Turismo, che fa largo ad una riflessione di carattere generale: fino a che punto è efficace l’assessorato al Turismo a livello comunale? Secondo Claudia Giovannini, “dall’analisi delle esperienze in corso nel nostro Paese in tema di marketing territoriale emerge un ruolo significativo delle province nella progettazione e gestione degli interventi, per un duplice ordine di motivi: il primo riguarda i presupposti di carattere economico e socio-culturale che determinano l’efficacia delle azioni di attrazione di investimenti e di marketing territoriale; il secondo attiene alla scelta di un ambito dimensionale ottimale per gli interventi”.
La centralità del territorio nei processi di sviluppo locale si può considerare ormai un dato acquisito. Il dibattito si è spostato sulla dimensione del territorio, che può coincidere con le province, così come suggerisce la Giovannini, oppure con distretti che aggreghino più province. Possiamo dire con ragionevole certezza che oggi lo spazio comunale è percepito come un’entità inadeguata rispetto alle sfide che i territori debbono affrontare a seguito della globalizzazione dell’economia.
Flora Bonaccorso
Clicca sulle foto. Da sinistra: il cartello di divieto di balneazione nel lungomare Scardamiano di Aci Castello; particolare di scarico refluo che affiora nella scogliera del lungomare Scardamiano di Aci Castello; l’Isola Lachea ad Aci Trezza