L’arcidiocesi celebra la solennità dell’apostolo Bartolomeo, patrono della Chiesa di Messina Lipari S. Lucia del Mela e protettore delle Isole Eolie.
Evento di festa molto atteso, che vede convergere a Lipari fedeli, emigrati che ritornano sollecitati dalla devozione al Santo, turisti di varie parti del mondo.
Nel suo messaggio, l’arcivescovo Giovanni Accolla ha invitato la comunità ecclesiale a rivolgere l’attenzione al dono e impegno della pace, cominciando dal curare le relazioni interpersonali e sociali nei luoghi della quotidianità. Inoltre, guardando al Giubileo, esorta ad essere pellegrini di speranza, mettendosi alla sequela di Cristo. «Non basta solamente il desiderio di vedere e di incontrare il Signore, è molto più importante mettersi alla sua sequela con cuore pronto e generoso… sull’esempio di Bartolomeo».
Oggi, venerdì 23, vigilia della solennità, alle ore 19.30 nella Cattedrale i Primi Vespri Pontificali e la Celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare Cesare Di Pietro.
Domani, sabato 24, giorno della solennità, alle ore 10.30 il Pontificale presieduto dall’arcivescovo di Monreale Gualtiero Isacchi, alle ore 19.00 l’Eucaristia presieduta dall’arcivescovo Giovanni Accolla e a seguire la processione con il venerato simulacro del Santo. La serata si concluderà con la benedizione delle imbarcazioni alle ore 23.45.
Nello stesso giorno, a Messina nella Basilica Cattedrale, alle ore 18.30 la celebrazione Eucaristica con l’esposizione della Reliquia di S. Bartolomeo alla devozione dei fedeli.
Dalle ore 21.00 il concerto del M° Mattia Sciortino e l’apertura straordinaria del Campanile astronomico fino alle ore 24.00.
In una piazza Duomo gremita, l’arrivo della Vara è stato salutato con l’entusiasmo che sempre ha contraddistinto il popolo messinese, Nelle parole che l’arcivescovo Giovanni Accolla ha pronunciato in piazza si coglie la metafora che attraversa la storia di Messina: camminare, se non correre tenacemente pur riconoscendo il peso della fatica, rinascere dagli sconvolgimenti naturali ed esistenziali, sapersi sotto lo sguardo di Maria.
«Abbiamo gridato Viva Maria, abbiamo camminato con lei, correndo e condividendo la fatica lungo le strade della nostra città», ha affermato l’arcivescovo. Un giorno di festa dal quale, «trarre la forza per generare percorsi nuovi di fede».
E nel giorno in cui la Chiesa ha pregato per la pace nel mondo, ha aggiunto «tutti insieme siamo testimoni di speranza e di pace».
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