Si è svolta al Rettorato dell’Università di Messina la quinta edizione “MEDNIGHT” – la “Notte Mediterranea delle Ricercatrici”, organizzata dalla prof.ssa Marina Trimarchi , Responsabile scientifico del progetto. Nata con l’obiettivo di diffondere la cultura scientifica in Europa e di far conoscere il ruolo vitale delle donne nella ricerca e nell’impulso al progresso, la manifestazione è stata celebrata in contemporanea in 7 città europee, che hanno realizzato attività parallele in grado di avvicinare il grande pubblico a ricerche scientifiche all’avanguardia effettuate dagli Atenei e dagli Enti di ricerca coinvolti.

Dalle ore 18 di ieri sera, fino alla mezzanotte, sono stati numerosissimi i cittadini che hanno animato gli spazi allestiti per incontrarsi, scambiare idee, giocare con esperimenti per tutte le età ed indagare le meraviglie dell’innovazione e non solo. All’evento hanno preso parte la Rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari, i Prorettori, il Direttore generale, dott. Pietro Nuccio, diversi docenti e studenti di UniMe.

Le attività hanno consentito ai partecipanti di esplorare la biodiversità marina, la geofisica attraverso test e percorsi pratici, di approfondire i temi della salvaguardia ambientale, del riciclo, dell’energia pulita e sostenibile, delle microplastiche, della nutrizione, della salute, del patrimonio culturale e della tecnologia presente e futura. Gli ambienti si sono trasformati in vivaci festival di scoperta, offrendo dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e workshop.

“MEDNIGHT – ha detto la prof.ssa Trimarchi – è un progetto dedicato al Mediterraneo, ospitato per la quinta volta dal nostro Ateneo. Il nome completo è ‘MEDNIGHT – la Notte Mediterranea delle Ricercatrici’ perché, oltre a valorizzare la scienza e le sue risposte ai problemi del Mediterraneo, la manifestazione vuole anche porre l’accento sulla figura della donna nella ricerca scientifica. Declinando il nome al femminile vogliamo superare quello che, secondo noi, è un bias nei confronti del ruolo della donna nella scienza, sottolineando il grande valore espresso nel tempo dalle ricercatrici. Tantissime di loro, insieme ai colleghi uomini, hanno aderito anche quest’anno, come nelle passate edizioni, con svariate attività che ci aiutano a portare la scienza fuori dalle mura dei laboratori”.