Celebrare il Natale come occasione di prossimità, condivisione e responsabilità.
Un augurio di Natale rivolto soprattutto a chi vive nel disagio, nella solitudine e nel dolore: ai bambini, agli emarginati, a chi ha subito violenze o ha perso una persona cara. È il cuore del messaggio dell’arcivescovo Giovanni Accolla alla città, che invita a vivere la festa come occasione di prossimità e responsabilità condivisa.
Richiamando il pensiero del compianto Papa Francesco, l’arcivescovo ha sottolineato come la Chiesa sia viva quando è animata dallo Spirito, aperta al mondo e capace di incarnare il Vangelo in modo umile e concreto. Conservare, proteggere e custodire, sull’esempio di Maria, sono le consegne affidate alla comunità, chiamata ad accogliere Gesù nella vita quotidiana.
Un passaggio è stato dedicato anche al ruolo della comunicazione, strumento di evangelizzazione chiamato ad amplificare il bene e a infondere speranza. Infine, il ricordo delle vittime di incidenti e violenze, tra cui Sara Campanella: la sua famiglia, ha detto mons. Accolla, è testimonianza di resilienza e della certezza che il bene vince sempre sul male.
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In un clima di grande cordialità, mercoledì 24 dicembre l’arcivescovo ha accolto nel palazzo arcivescovile e dialogato con i giornalisti e con gli operatori della comunicazione.
Dopo il saluto e l’introduzione del direttore dell’ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, i giornalisti si sono rivolti all’arcivescovo, ponendo le loro domande ed ascoltando il suo messaggio.
Unitamente ai sentimenti di gratitudine per il delicato lavoro svolto dai media, grazie ai quali la parola del pastore della diocesi raggiunge ogni casa, mons. Accolla ha riletto alcuni passaggi importanti della vita diocesana, ha parlato di accoglienza e prossimità, invitando tutti ad accogliere e portare dentro il proprio vissuto Dio che si fa uomo.
Ha voluto rileggere l’evento del Natale in termini di prossimità – affinché nessuno cada sotto il peso della solitudine – declinati con la carità e la concreta vicinanza. Ha richiamato
la virtù della speranza, che ha attraversato quest’anno giubilare e che, nonostante i conflitti e le pieghe del male che tende ad insinuarsi, splende viva nel cuore di ogni uomo e di ogni donna. Ha infine invitato a guardare a Maria, “Ancilla Domini”, Colei che ha accolto con umiltà Dio senza opporsi al suo progetto, augurando così a tutti di vivere il Natale in umiltà e nel servizio a tutti i fratelli, per annunciare il Signore, luce del mondo.
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Martedì 23 dicembre nella Cappella di S. Maria all’Arcivescovado, nel Palazzo Arcivescovile, l’arcivescovo Giovanni Accolla ha incontrato i direttori e il personale della Curia diocesana per lo scambio di auguri natalizi.
All’inizio della celebrazione eucaristia ha ricevuto l’augurio formulato dal vescovo ausiliare e nell’omelia ha rivolto parole di affetto paterno, di gratitudine e di impegno nel servizio alla Chiesa diocesana. il presule ha invitato tutti a vivere la dimensione del servizio a cui la Curia è chiamata con atteggiamento umile e di servizio. Ha, quindi, esortato a guardare l’istituzione curiale non come una semplice macchina organizzativa, come una sorta di azienda, ma come strumento di servizio, facendo entrare sempre più profondamente Dio che si fa uomo nella quotidianità del proprio agire. Portare, dunque, Cristo e la sua speranza dentro il proprio ministero e il proprio vissuto, perché non sia sterile il proprio agire.
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